PNRR e beni confiscati alle mafie

Il progetto di peer monitoraggio civico promosso dal CPL di Cremona ha previsto la formazione di un gruppo di giovani cittadini attivi nel monitoraggio civico, che collaborando e formando gli studenti delle scuole del territorio, ha realizzato attività finalizzate alla prevenzione e al contrasto della criminalità organizzata e alla promozione della cultura della legalità, con particolare attenzione ai beni confiscati alle mafie e al monitoraggio dell’utilizzo dei fondi PNRR da parte delle istituzioni scolastiche.


Come si è svolto il lavoro di monitoraggio PNRR

Si parte dalle basi, cos’è il PNRR?

PNRR è l’acronimo di “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” ed è un piano che è stato approvato in italia nel 2021 per rilanciare l’economia del paese dopo la crisi causata dalla pandemia di COVID-19, per questo motivo nel nome compare la parola “Ripresa” . La seconda R, invece sta per “Resilienza” , infatti l’obiettivo è anche quello di preparare lo stato ad affrontare e superare nuove crisi che si potrebbero verificare nel futuro. L’Italia ha ricevuto dall’Unione Europea fondi pari a 191,5 miliardi di euro da utilizzare entro il 2026. Il piano si articola in “missioni” , cioè ambiti in cui devono essere concentrati gli investimenti. Le missioni sono:

● digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo

● rivoluzione verde e transizione ecologica;

● infrastrutture per una mobilità sostenibile

● istruzione e ricerca

● inclusione e coesione

● salute

Perché è importante monitorare?

Il PNRR non è solo una questione per politici ed economisti: riguarda il nostro futuro. Pensando alla scuola: grazie a questi fondi, si stanno ristrutturando edifici, digitalizzando le aule e creando nuovi corsi di formazione. Oppure pensando all’ambiente: i fondi servono per finanziare l’energia pulita e combattere il cambiamento climatico. Il nostro compito, come cittadini, è capire come vengono spesi soldi e, se necessario, monitorare che tutto venga fatto in modo trasparente e corretto. Perché alla fine, siamo noi la generazione che vivrà gli effetti di queste scelte. Ecco perché è importante parlare di PNRR e di monitoraggio civico!

Cos’è la Peer Education? Funziona?

La Peer Education, o educazione alla pari, è una metodologia didattica nella quale i formatori non sono i classici insegnati, ma questi vengono sostituiti da soggetti “pari” agli studenti, per esempio coetanei, con i quali si condividono esperienze e linguaggio. In questo sistema traggono benefici sia gli studenti tutor, che si vedono responsabilizzati e hanno la possibilità di sviluppare la loro abilità di comunicazione, sia i veri e propri studenti, che apprenderanno in un ambiente protetto, costituito da persone che sentono più vicine a sé. Analizzando nello specifico il progetto promosso dalla nostra scuola, una ventina di studenti di quarta e quinta superiore hanno partecipato ad un percorso di formazione di 9 ore, nel quale hanno appreso che cos’è il PNRR e quali sono i fondamenti della Peer Education. Successivamente si sono organizzati gruppi da 3 o 4 tutor, incaricati di formare gli altri studenti. I gruppi hanno sperimentato questo metodo in varie classi con alunni di età diverse, partendo dalla scuola dell’infanzia, passando per le medie e arrivando fino alle superiori. Ovviamente gli approcci sono stati diversi, ma in linea di massima tutti hanno seguito lo stesso metodo. Un primo momento conoscitivo, in cui si cerca di parlare con la classe per favorire la nascita di un rapporto tra tutor e studenti e stimolare la curiosità. Poi si passa al momento della lezione, seguita da una prima verifica, anche orale e di gruppo, dei concetti più importanti. Si conclude con un’attività di rielaborazione e applicazione pratica di ciò che si è imparato, come ad esempio un’esercitazione a gruppi..


Dal PNRR ai beni confiscati alla criminalità…

Lo stesso progetto di formazione è stato poi utilizzato dagli studenti formatori nel contesto di quelle scuole che hanno aderito al monitoraggio dei beni confiscati alla criminalità organizzata nella provincia di Cremona. I formatori hanno spiegato l’origine e l’iter di confisca, in particolare dei beni immobili. Hanno poi raccontato del progetto “RimanDati”, volto a sensibilizzare sull’utilizzo sociale di questi beni, e a promuoverne la conoscenza attraverso strumenti digitali e attività educative.

Hanno inoltre presentato il documento, qui sotto visibile e scaricabile, che propone numerose risorse utili, tra cui il sito “Confiscati bene” di Libera, che raccoglie dati e glossari specifici sul tema, oltre al portale OpenPNRR per l’analisi dei fondi destinati a scuola, università e ricerca.

Tutti gli studenti delle scuole coinvolte hanno poi lavorato assiduamente mostrando una spiccata propensione ad affrontare temi importanti come l’educazione alla legalità e la cittadinanza attiva, attraverso il monitoraggio civico e il diritto di sapere.

Ricordiamo dunque, che oltre all’IIS Torriani, sono stati parte integrante del progetto gli studenti dielle seguenti scuole: IC UGO FOSCOLO (Scuola primaria Ca’ de Mari e Scuola media Levata); IC CREMONA 2 (Scuola Media Virgilio); LICEO ANGUISSOLA; IIS STANGA; IIS GHISLERI.

Dal monitoraggio all’attivismo: i ragazzi delle scuole della provincia da due anni, il 21 marzo, organizzano un corteo e uno spettacolo in occasione della giornata in commemorazione delle vittime innocenti di mafia.

Ecco il video della manifestazione del 21 marzo 2024